Luogo comune, ma mai cosa è più veritiera!
Immaginate questo.
Lavori in un posto nel quale sei l’ultimo arrivato (qualunque esso sia, di qualunque genere si tratti).
Passi i primi mesi con un umiltà ad imparare per apprende il “come” fare, e segui quello che ti dicono.
Ti danno piccole mansioni, e tu “felice” le porti a termine, con la sensazione di una positiva integrazione, sopratutto quando vedi che c’è soddisfazione da parte di chi sta più in alto di te per il tuo operato.
Vai avanti così e tutto va per il meglio.
Dopo ormai più di sei mesi, inizia a muoverti sempre più da solo, ti danno un ruolo ben definito da portare avanti. Sei sempre l’ultima ruota del carro, ma hai il tuo ruolo preciso e per adesso, nonostante le tue ambizioni, ti va bene così. Ne troppo ne troppo poco.
Non chiedi più “cosa devo fare? come lo devo fare?” ormai lo sai e poi ti senti a disagio solo all’idea di chiederlo ancora quando ormai sono trascorsi abbastanza mesi per poter esser più autonomo. Prendi anche confidenza con mezzi e persone, e pensi che sia positivo mostrare il tuo essere autonomo, ma sempre con una adeguata dose d’umiltà .
Ma inizia a notare che i sorrisi di simpatia si stanno trasformando in sorrisi amari, quasi dovuti, e sopratutto forzati.
Inizi a notare che ogni volta che fai qualcosa di testa tua (sempre nell’ambito che ti hanno assegnato) hanno sempre più da ridire o da sfottere. Prima erano contenti quando ti ispiravi a loro, ora si sentono defraudati.
Poi un giorno viene un tuo superiore, ma con cui hai stretto rapporti di amicizia e ti dice “va che dicono che sei arrogante nel tuo modo di porti”.
STUPORE!
Come arrogante!? Chiedi spiegazioni, e pensi che sia perchè hai cominciato a camminare con le tue gambe, quando invece magari a costoro piaceva l’idea di avere qualcuno alle “complete dipendenze che pendesse dalle loro labbra”.
Non ci vai troppo lontano perchè ti senti dire una roba tipo:
“Mi sa che pensano che sei arrogante perchè mostri troppa sicurezza nel tuo modo di fare, come se fossi qui da chissà quanti anni. A quanto pare piaci anche alle persone che “richiedono i nostri servizi” (non pensate male ma è per mantenere il discorso generico
).”
Insomma a quanto pare, stai sulle palle perchè fai bene il tuo lavoro, e perchè stai riscuotendo successo tra la gente.
Però se lo facessi male.. avrebbero comunque da ridire.
Perchè questo mi ricorda tremendamente “Se sei bello, ti tirano le pietre. Se sei brutto, ti tirano le pietre. Qualunque cosa tu faccia, TI TIRANO LE PIETRE”





Settembre 29th, 2007 at 16:46
Guarda, tu vai avanti e non preocuparti di quello che dicono.
Se fossi in te a certa gente gli tirerei una frecciata dopo l’altra..
Io non ho mai lavorato con persone così (ma io studio e ho lavorato pochissimo), ma mi dicono che negli ambienti competitivi succede spesso.
Coltiva i rapporti con gente che se lo merita, cresci nel tuo lvoro, e vedrai.. un giorno ti leccheranno il culo!! Parti dal presuppsto che finchè lavorerai bene, non ti cacceranno.. secondo me dopo un periodo di assestamento si abitueranno e cominceranno a rispettarti perchè non chini la testa e non dici più “si padrone!”.
Settembre 30th, 2007 at 13:03
E chi ti dice che stessi parlando di me
ehehe
Scherzi a parte.

Sono sempre andato avanti per la mia strada e ho imparato a guardarmi le spalle.
Se dovessi dare peso a tutto quello che la gente dice di me, ora sarei a san patrignano
Ma personalmente, se devo render conto a qualcuno, lo faccio solo alle persone a cui tengo sul serio, e ti assicuro che le contiamo sulle dita di una mano.
amici tanti, ma Amici solo quelli veri!
Comunque apprezzo le tue parole
Settembre 30th, 2007 at 19:11
Ciao Masque ! Tieni un profilo basso al lavoro, se no scopriranno la tua doppia identità !!! ;p
Ah giusto, ma non si parlava di te nel post, vero ?! ;p
Ottobre 1st, 2007 at 08:00
ma com’è che avete tutti questa sensazione??
eheheh
Ottobre 1st, 2007 at 14:23
è capitata una cosa simile in un posto dove lavoravo… sono arrivata a fare le cose da sola e anche fatte bene ma la proprietaria aveva sempre da ridire e ci metteva quel po’ di suo che a suo avviso migliorava la situazione (anche se obiettivamente era solo per far vedere che aveva da ridire e che lei faceva di meglio). poi visto che non poteva richiamarmi per quello che facevo ha iniziato a rimproverarmi per errori che IO non commettevo ma li commettevano altri colleghi, per fortuna c’ era una persona che lavorava lì da anni che mi ha sempre difesa e detto le cose come stavano. Comunque alla fine mi sono licenziata, un po’ perchè 25 euro per 10 ore di lavoro al giorno rasentano la schiavismo, un po’ perchè la proprietaria era una stronza, un po’ perchè m ero rotta le palle…vabbè…
Ciao