RqD: Imbagascimento Imprenditoriale Minorile

Posted Giugno 28th, 2008 by Masque

Nell’ultimo periodo questa rubrica si è rimpinguata di aggiornamenti.
Sarà per l’estate che porta giovani donne a scoprirsi maggiormente?

Indubbiamente la risposta non deve cercarsi nel tempo atmosferico, ma nell’abbassamento della morale di talune rappresentanti del gentil sesso..

E questa decadenza è tanta e tale che alle volte ci si trova davanti a questo genere di notizie:

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TREVISO - Si fotografava nuda nei bagni della scuola e vendeva le foto ai compagni per comprarsi abiti firmati. Ha appena 12 anni la studentessa di una scuola media di Treviso sorpresa da un professore mentre usava il videofonino per scattare piccanti immagini da vendere per 5 o 10 euro.

“Lo facevo per comprarmi i vestiti firmati che mamma e papà non mi vogliono regalare”. Chiamata in direzione, la ragazzina ha confessato. Inviava le immagini con mms ai compagni di classe.

La direttrice dell’Ufficio Scolastico di Treviso Maria Giuliana Bigardi è preoccupata: “La crescente disattenzione delle famiglie nei confronti dei figli è allarmante”. Possibile che in casa non si fossero accorti di quegli abiti costosi che indossava la ragazzina?

Dal prossimo anno, la dodicenne non frequenterà più quella scuola media: i genitori hanno preferito trasferirla in un altro istituto e affidarla ad uno psicologo.

Fonte Repubblica

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Poi ci si stupisce se nel mondo adulto ci siano donne disposte a svenderla per lavorare..
(e lo fanno.. Ma, chiariamo, solo alcune fanno così, perchè ci sono anche donne rette che mai si sognerebbero di andare avanti in siffatta maniera)
(e per lo meno, ora il Comitato Suffragette Italiano non dovrebbe uccidermi :) )

L’ultima attività imprenditoriale a livello scolastico che ricordo è stata quella di guadagnare dindini affittando i dizionari a coloro che lo dimenticavano nei giorni dei compiti in classe.
Io li ho considerati geni, con un pizzico di invidia.
Le alte sfere scolastiche li sospesero accusandoli di estorsione.
Vabbè…

Anche questa potrebbe essere un’abile mossa imprenditoriale.
Mamma ha detto no alla gonnellina troificante di Cavalli?
E io me la compro con i soldi guadagnati mostrando le tette ai compagniucci di scuola.
(che poi a 12 anni bisogna pure vedere quanto c’è da mostrare..)
Poi vabbè, magari a 20 anni pagherà l’affitto universitario mostrandosi in webcam, e da grande entrerà nel CDA di qualche azienda mostrando l’autoreggente (e più) al vecchio bavoso direttore generale che in un ultimo spasmo di libido non saprà dirle di no.
Ma potrebbe anche finire a fare la ballerina di lapdance al palo 13 di v.le Puzzonia

Ma non è questo l’importante.

Ciò che Rispetto è l’inventiva quasi imprenditoriale di poter guadagnare qualcosa in così giovane età per quello che (squallidamente) desidera.
Che poi vada a cocciare con la dignità umana e di donna… poco o male… avrà venduto anche quella su Ebay per comprarsi i sandaletti da schiava di D&G.

10 Responses to “RqD: Imbagascimento Imprenditoriale Minorile”

  1. slacko Says:

    e pensare che io a scuola per guadagnare qualche soldo vendevo le foccine durante la ricreazione, un vero business al tempo

  2. Masque Says:

    i tempi sono cambiati.. prima era la focaccia… poi le canne… ora la gnocca… per il prossimo anno mi aspetto che si prostituiscano direttamente con 5 € per una sveltina.. e 3 € per delle fellatio (mi pareva volgare dire pompino)

  3. Valentina Says:

    Masque, io concordo in linea di massima con quello che spesso denunci sul tuo blog (il crescente, dilagante involgarimento della femminilità). Ma in questo post leggo una verità parziale che non mi piace molto. La donna si svende, dici tu, dall’asilo alla pensione, per ottenere qualcosa: vestiti firmati, soldi e lavori più prestigiosi. Vero.
    Certo, non ci fosse una domanda sempre più massiccia di questo “genere di consumo”, forse, anche l’offerta diminuirebbe.
    Finché gli uomini baderanno solo all’apparenza (tette, culi e autoreggenti), ci sarà sempre chi offrirà loro queste cose. E non gratis. Ci mancherebbe altro.
    V

  4. Masque Says:

    @Valentina
    Ok, è un’ottima ipotesi, però allo stesso modo potrei dirti.
    Se le quel tipo di donna smettesse di darla, allora gli uomini capendo (con calma vista la notoria lentezza dell’uomo), smetterebbero di chiederla.

    Manca il prodotto… cala la richiesta..

  5. skip Says:

    @masque di solito si produce in base alle richieste di mercato…ma in questo campo il discorso è complesso, perchè si ha a che fare con la natura umana, che è immutabile per certi aspetti e diviene per altri.

    Azzardo però una domanda un po’ provocatoria.
    Cosa fareste, come padre o madre, se una vostra figlia si comportasse così?

  6. Masque Says:

    è un’ottima domanda…
    Proverei immensa delusione, schifo.
    Se è un genitore.. vista la mia educazione.. sarei deluso per la mancanza di coerenza.
    se fosse una futura figlia.. mi sentirei un fallito io come genitore, perchè significherebbe che non le ho trasmesso una deontologia.

    Io concedo di fare tutto.. tranne perdere dignità.

  7. skip Says:

    anch’io ,come madre, mi metterei molto in discussione. Però i fatti che hai decritto si verificano di frequente, nei grandi e piccoli centri.Li interpreto così ( e mi scuso per il lungo commento ).

    Nella nostra società grazie all’imperante consumismo si considerano sempre più l’aspetto materiale della vita e l’esteriorità delle persone e di fatto esiste il culto dell’apparire, enfatizzato a livello mediatico. Se anni fa si giocava con le bambole, oggi ci si identifica in esse, in quelle belle, ricche e di successo sempre in vetrina. Modelli da emulare.

    La superficie griffata , che fa tendenza, è una sorta di status symbol che rassicura e viene percepita come garanzia di omologazione, di consenso sociale e di un “senso di appartenenza”. Compensa la mancanza di valori e di spessore della persona (Erich Fromm parlava di avere o essere…).
    Spesso l’adolescente evade e si rifugia in un mondo fantastico perché non accetta quello reale, talvolta simula precocemente quello reale per sentirsi più grande. Realtà e finzione si confondono in un gioco vero o simulato ove conta riscuotere conferme, consensi e anche soldi per potere apparire sempre più, perché se appare, esiste.
    Il ragazzino/a attraversa la fase del no assoluto, trasgredisce per affermare se stesso nel graduale processo di costruzione della propria identità. Questo è il periodo più critico per l’adolescente, in balìa di se stesso e delle sue pulsioni emotive che non sa ancora decifrare. Talvolta non ha “paletti fissi”e trasgredisce sempre più, perché non ha interiorizzato valori o non li condivide (perché i valori si trasmettono con l’esempio ed input univoci ).
    Tutto fa spettacolo sul palcoscenico del sè egocentrico , spesso frustrato da insuccessi, mancanza di punti di riferimento, solitudine e noia per cui le ragioni della forza (nel caso del bullismo), dell’”usa e getti” (corpo compreso, inteso come bene di facile consumo), del “tutto e subito” divengono il mezzo di una prima “affermazione sociale”.

    La giovane età è però sempre un’attenuante. Responsabili sono gli adulti , che come genitori, a volte abdicano al ruolo educativo, incapaci di mettersi in gioco con un atto di amore che implica anche fermezza , energia e coerenza. Responsabili gli adulti che abusano, anche se c’è un consenso del minore, perché è un consenso immaturo di chi è ancora sospeso tra la fragile emotività ( che ancora all’infanzia) e l’istintiva, naturale (apparentemente precoce) pulsione ad affermarsi con un’identità e un ruolo ancora in divenire.

  8. Masque Says:

    Non posso aggiungere altro perchè hai detto tutto tu.
    Posso solo (umilmente) aggiungere che spesso, i genitori, non sono in grado di esserlo.
    Vuoi per 1000 motivi… ma molte volte ci trova difronte a genitori che demandano a tate (nemmeno più le nonne) il curarsi se addirittura il crescere i figli.
    Figli abbandonati a se stessi, e a tate che sono li solo per la necessità di portare un corrispettivo a casa, che non da loro l’interesse di trasmettere un’educazione o una deontologia.
    E quindi, davanti alla mancanza di tutto, cosa fa il giovane? si auto-educa, nel modo più sbagliato.
    Però poi, questi sedicenti genitori si chiedono “ma perchè?”
    Ecco.. io certi individui li sterilizzerei.

  9. skip Says:

    genitori si diventa, gradualmente si cresce e si matura con i figli.Possiamo rifarci alla nostra educazione, alla nostra esperienza e soprattutto al buonsenso e all’umiltà di metterci in gioco, di ascoltare e cercare di capire, di chiederci se si sbaglia o meno tra varie perplessità e responsabilità(a volte anche stanchezza)e non è detto che, per quanti sforzi si facciano, si riesca al meglio perchè ogni ragazzo ha una sua personalità.
    Delegare agli altri è più comodo,come dire sì a tutto è più facile(perchè il no va motivato e mantenuto). Oggi si parla tanto di disagio giovanile, ma di fatto esiste anche quello dei genitori

  10. MadGrin Says:

    Io ho provato anche a svendere qualche mia foto ma l’unica cosa che ci ho guadagnato è una copertina su STRANO MA VERO … :-(

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